
Lunedì nero per i gestori dei locali baresi. In molti (gli altri la riceveranno nei prossimi giorni) hanno ricevuto il bollettino della tassa di occupazione del suolo pubblico. Che in sostanza è quasi raddoppiata. Nella zona Umbertina è passata da mille euro a mille e ottocento euro. Di fatto quasi il doppio. “E’ assurdo – racconta un gestore – Ci ritroviamo a pagare una cifra importante e senza particolari agevolazioni. Le strade sono piene di buche e quindi perché raddoppiare gli importi se non c’è neanche una adeguata manutenzione?”. Non va meglio nella zona a ridosso tra il quartiere Libertà e il Murattiano. Per occupare un fazzoletto di marciapiede, il gestore di un bar pagherà quattrocento ottanta euro a fronte delle trecento dello scorso anno.
La Giunta comunale aveva licenziato a fine dicembre la delibera con cui si individuano le tariffe del CUP (Canone unico patrimoniale) per il biennio 2025/2026, poi approvate in sede di Bilancio di previsione. “In questi anni – si leggeva in una nota – l’amministrazione comunale ha agevolato le attività economiche alle prese con la grave crisi determinata dall’emergenza sanitaria prima, e dalla guerra dopo, di fatto congelando le aliquote previste per il CUP che ad oggi risultano essere tra le più basse d’Italia. Di contro, però, sono state avviate politiche di attrazione e sviluppo che hanno permesso alla città di Bari di intraprendere un percorso di ripresa e crescita che ha investito anche numerose attività economiche oggi attive. Pertanto, nell’ottica di ricondurre gradualmente il gettito ai livelli pre-pandemici, si è ritenuto opportuno procedere a un adeguamento graduale, congruo e ragionevole, delle tariffe per quanto concerne le occupazioni di suolo pubblico dei pubblici esercizi (sedie e tavolini)”.
Si ricorda che le aliquote previste dal CUP sono differenti in base alle categorie di zone in cui la città è stata suddivisa come da Regolamento; pertanto le tariffe dovute sono state parametrate in base all’area in cui ricade la singola attività e la relativa occupazione. La delibera ha previsto, quindi, la rimodulazione del prelievo applicando ai coefficienti base per tipologie di occupazione una variazione da 0,12 a 0,18 nel 2025 e da 0,18 a 0,24 per il 2026. Questo coefficiente si moltiplica al coefficiente differenziato per zone della città, come da Regolamento. Ciò comporta che un’occupazione nella zona di fascia A di 20 mq oggi sviluppa una tariffa di 3,4 euro giornaliera, mentre con l’introduzione delle nuove aliquote, la stessa occupazione svilupperà una tariffa di 5,2 euro nell’anno 2025 e 7 euro nell’anno 2026.
Insomma per la Giunta un atto dovuto. Per gli imprenditori – che dovranno di fatto pagare quasi il doppio rispetto all’anno precedente – un po’ meno.
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