La sconfitta del Bari contro la Carrarese ha evidenziato, ancora una volta, le fragilità di una squadra che sembra aver smarrito la propria identità. Nonostante il vantaggio iniziale, i biancorossi hanno subito l’ennesima rimonta, cedendo per 2-1 agli avversari. Questo copione si è ripetuto più volte nel corso della stagione: il Bari ha perso 12 punti in partite in cui era in vantaggio, subendo rimonte da squadre come Cremonese, Pisa e Spezia. Tali statistiche restano allarmanti e riflettono una mancanza di concentrazione e determinazione nei momenti cruciali. Ma ormai non è più una notizia.
Anche a Carrara la squadra, nel suo complesso e con rarissime eccezioni, è sembrata priva di stimoli, con giocatori che spesso camminavano in campo invece di lottare su ogni pallone. Questa apatia è sintomatica di un gruppo che ha perso fiducia nei propri mezzi e che fatica a trovare motivazioni. Esempio lampante, la prestazione di César Falletti che è stata nuovamente deludente. Il trequartista uruguaiano, da cui ci si aspetta creatività e incisività, è apparso evanescente e poco coinvolto nel gioco, confermando un trend negativo che dura ormai da mesi. Ma se la squadra sembra in balia di se stessa è anche perché la società, dal canto suo, vive alla giornata, senza una programmazione a lungo termine. Le scelte di mercato e le strategie adottate non hanno portato i frutti sperati, lasciando i tifosi con l’amaro in bocca. Senza tralasciare i tanti errori di comunicazione, le promesse non mantenute e le “gaffe” mediatiche di Aurelio De Laurentiis.
La classifica parla chiaro: il Bari è attualmente all’ottavo posto con 40 punti, distante dalla zona playoff e con la zona playout non ancora a distanza di sicurezza. Con 30 giornate disputate, mancano sei partite al termine della stagione. Tradizionalmente, per la salvezza aritmetica in Serie B sono necessari almeno 50 punti; ciò significa che il Bari deve conquistare almeno 10 punti nelle prossime sei gare per evitare rischi e rivedere i fantasmi dello scorso campionato. Se c’era un punto di riferimento positivo in questa anonima stagione, era il tecnico Longo, che si era fatto apprezzare per la sua obiettività, ma anche per il giusto spirito critico nei confronti della società. Tuttavia, negli ultimi tempi, anche l’allenatore piemontese ha commesso errori tattici e di comunicazione. Ultimi esempi, le dichiarazioni prima della partita di Carrara, che suonano ora come un’amara ironia: “Osare e coraggio sono parole che dico sempre a tutti i miei calciatori, forse chi lo dice guarda altre partite”. Peccato che in campo la squadra abbia mostrato tutt’altro, subendo l’ennesima rimonta. Ma non è finita qui: nel post-gara, il tecnico del Bari ha affermato: “È una questione mentale, vediamo l’episodio negativo come un macigno. Da un mese veniamo fischiati, e di conseguenza i giocatori sanno il peso e la responsabilità di riuscire a trovare i playoff. Quando siamo sotto e non siamo leggeri vengono fuori gli aspetti negativi, dobbiamo crescere perché le difficoltà ci sono ma bisogna reagire”. Parole che stridono con la realtà, visto che mancano solo sei giornate al termine e parlare di crescita appare tardivo oltre che ridicolo. Superfluo sottolineare come i tifosi abbiano il diritto sacrosanto di fischiare dopo prestazioni così altalenanti e poco convincenti.
La delusione dei tifosi è palpabile. Molti parlano di apatia e di zero entusiasmo nel seguire una squadra che sembra destinata a vivacchiare in Serie B senza obiettivi concreti. Il rischio è che l’allontanamento dei sostenitori si traduca in una diminuzione delle presenze allo stadio ‘San Nicola’, privando la squadra di un supporto fondamentale. Le prossime due partite saranno decisive: il Bari affronterà il Catanzaro dell’ex direttore sportivo Ciro Polito e l’ambizioso Palermo. Serviranno prestazioni di alto livello per invertire la rotta e ridare speranza a una piazza che merita ben altro. Ma questa, al momento, pare mera utopia. Fatto sta che, senza un cambio di rotta immediato, il rischio è quello di sprofondare ulteriormente, compromettendo non solo la stagione in corso, ma anche in maniera definitiva, il rapporto con la tifoseria.
Foto Ssc Bari
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